Roma, Centro Storico

Roma — Centro Storico

Case che sanno
raccontare la città

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Venduto
Villa al Circo Massimo — vista esterna Villa al Circo Massimo — dettaglio
Circo Massimo  ·  Venduto

Villa al Circo Massimo —
La prua orientata
alla Storia

Una villa su due ettari d'antico paesaggio, dove gli archi del Colosseo entrano in casa come un quadro d'autore. Ottocento metri di interni completamente ristrutturati — travertino, domotica totale, camera blindata, vetrate antisfondamento — e duemila di giardino con pini e allori che a Roma hanno un altro nome: la classicità. La piscina scompare sotto una passerella in legno; il barbecue nel patio profuma di rose e inquadra il Colosseo. Sul terrazzo, di sera, la storia smette di fare rumore. Rimane solo Roma.

Interni 800 m²
Giardino 2.000 m²
Piscina
Prezzo Riservato
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In vendita
Appia Antica — villa Appia Antica — giardino
Appia Antica  ·  In vendita

Cecilia Metella, Via Trabazia —
nel parco più antico del mondo,
tremila metri di silenzio

Una villa nel tratto di Roma dove i consoli romani transitavano duemila anni fa, diplomatici e imprenditori da tutto il mondo risiedono oggi: strada riservata, presidio h24, accesso solo per residenti. Il parco privato di 3.500 metri quadri — piscina, barbecue, forno professionale, alberi di alto fusto — è separato dal mondo da un silenzio che a Roma non ha prezzo. La residenza principale si sviluppa su due livelli: doppio salone con camino, veranda sul verde e una scala in legno che sale tra vetrate panoramiche. In cima, la camera padronale con terrazzo domina tutta la proprietà; nel parco, la dependance da cento metri risponde a ogni esigenza. La cantina interrata è pronta per una collezione seria.

Residenza 445 m²
Giardino 3.500 m²
Dependance 100 m²
Prezzo Riservato
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Venduto
Via Paganini, Parioli — salone Via Paganini, Parioli — terrazza
Parioli Pinciano  ·  VendutoVilla Borghese  ·  Via Paganini

Villa Borghese, Via Paganini —
Salone triplo, boiserie,
i tetti di Roma ai tuoi piedi

Intero ultimo piano di un palazzetto Liberty tra i più riservati del quartiere. Il salone triplo, la sala con camino e la sala da pranzo si dispiegano tra parquet, boiserie di legni intarsiati e marmi pregiati — poi le porte si aprono sulle terrazze, e Roma si distende sui tetti. Quattro camere, tre en suite; una scala interna sale al superattico: uno spazio in più che si adatta a tutto. Ascensore, portineria, silenzio.

Superficie 353 m²
Camere 4 + superattico
Bagni 4 (3 en suite)
Prezzo Riservato
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Palazzo Nones — salone Palazzo Nones — dettaglio
Trastevere  ·  VenditaPiazza in Piscinula  ·  Via della Lungarina

Palazzo Nones, Via della Lungarina —
Il Seicento alle pareti,
l'Isola Tiberina alla finestra

A un passo dall'Isola Tiberina, al primo piano di Palazzo Nones — un edificio d'epoca con portiere che sa ancora cosa significa ricevere. Il salone è rivestito da tele del Seicento: più di un'ambientazione, una collezione. Parquet in ogni stanza, aria condizionata, e un doppio ingresso che permette di separare il piano inferiore — una seconda vita possibile nello stesso appartamento. Centocinquanta metri quadri su due livelli, nel cuore di Trastevere.

Superficie 150 m²
Livelli 2
Bagni 2
Prezzo € 910.000
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Venduto
Orizzonte Senese — vista sui casali Orizzonte Senese — paesaggio
Siena  ·  VendutoToscana  ·  Crete Senesi

Orizzonte Senese —
Dialoghi di pietra
con il profilo di Siena.

Oltre il cannocchiale prospettico dei cipressi, tre antichi casali dominano un paesaggio scultoreo di 77 ettari. Sotto i tetti di coppi antichi, i volumi in pietra nuda si aprono con grandi finestre che incorniciano la vista su torri e campanili della città. Tra la quiete della piscina a sud e l'azzurro dei campi in creta di luna, si diffonde dal Tirreno il respiro del vento.

Superficie 730 m²
Terreno 77 ha
Prezzo Riservato
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In vendita
Porta Pia — attico terrazza Porta Pia — terrazza panoramica
Porta Pia  ·  In venditaMura Aureliane  ·  Ambasciata Inglese

Veduta d'Autore sulla Storia —
Michelangelo e il verde
dell'Ambasciata, giardino privato.

Dominare Roma da una prospettiva rara, dove le geometrie di Michelangelo e il verde dell'Ambasciata Inglese diventano il proprio giardino privato. Due spettacolari terrazze panoramiche incorniciano una residenza maestosa e versatile, impreziosita da un doppio ingresso che garantisce privacy e potenzialità di frazionamento. Un unicum nel cuore della città, pensato per chi cerca il prestigio intramontabile di un palazzo umbertino e uno sguardo senza confini dalle Mura Aureliane ai monti.

Superficie 242 m²
Terrazze 110 m²
Piano 5° e 6°
Prezzo Riservato
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In trattativa
Palazzo Margani — interno Palazzo Margani — terrazza
Rione Campitelli  ·  In trattativaPiazza Margana  ·  Campidoglio

Piazza Margana,
l'incanto del Medioevo.

Abitare la storia nel trecentesco Palazzo dei Margani, un rifugio di charme ornato da una torre medievale e fregi marmorei. All'ultimo piano, soffitti a travi e caldi parquet aprono su una spettacolare terrazza solarium — un osservatorio privato sulle cupole e i campanili del Rione Campitelli. Una proprietà rara, dove il silenzio assoluto incontra la maestosità del Campidoglio, a pochi passi dal centro del potere dell'Antica Roma.

Superficie 200 m²
Terrazza 60 m²
Piano 3° e 4°
Prezzo Riservato
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In affitto
Via Arenula — salone con soffitti affrescati Via Arenula — vista sui tetti
Centro Storico  ·  In affitto Piazza Argentina

Tra Torre Argentina e Largo Arenula —
quattro metri e trenta di cielo.

Appartamento di rappresentanza nel cuore di Roma, interamente ristrutturato con materiali d'eccellenza.

Il grande ingresso con vetrata sui tetti introduce un appartamento di 180 metri quadri pensato per chi non scende a compromessi. Il soggiorno si apre su una sala da pranzo ovale, tre camere da letto e tre bagni; i soffitti a 4,30 metri, in parte affrescati, amplificano ogni ambiente. Pavimenti d'epoca in cotto con piastrelle esagonali e parquet in rovere dialogano con infissi termoacustici Baltera, cucina Veneta Cucine completa, climatizzazione Fujitsu e fibra ottica con ripetitore in ogni locale. Tripla esposizione — Sud, Nord-Ovest, Est — e vista aperta sui tetti e su Largo Cairoli.

Superficie 180 m²
Piano 4° (ascensore dal 1°)
Canone € 4.700/mese
Spese € 1.456/anno
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Lorenzo Majnoni
Amparo Calamai

Il team

Le persone
di Link.

Il resto
è biografia.

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Arte, Architettura
e Antonella Basile.

Agente immobiliare

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Antonella, partiamo dal 2005. Tutto è iniziato quasi per gioco, con una passione per il design. Com'è nata questa avventura?

È stata un'evoluzione naturale. Ho unito l'amore per l'arte e il design al mondo degli immobili, fondando la Basile Immobiliare. Quella che era un'ispirazione estetica è diventata una professione solida e dinamica.

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Grandi progetti, hotel e nuove costruzioni, collaborando con i top player del settore. Cosa ti ha insegnato l'esperienza da general contractor?

Mi ha dato una visione tecnica completa. Non mi limitavo a vendere, ma seguivo l'intero processo: dalle ristrutturazioni alla fornitura degli arredi. Questo mi permette oggi di offrire ai clienti una consulenza che va ben oltre la semplice compravendita.

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Nel 2023 la scelta di entrare in Link Immobiliare. Cosa ti ha convinta?

Cercavo un ambiente che unisse competenza e collaborazione. Qui ho trovato un team di professionisti esperti con cui confrontarmi ogni giorno. È un mix perfetto di alta professionalità e spirito di squadra.

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Urbanistica, notai, banche... la parte burocratica spesso spaventa. Come la gestisci?

Con estrema cura e sensibilità. So che per il cliente è un momento delicato, quindi lo affianco in ogni pratica tecnica e finanziaria. Il mio obiettivo è togliere ogni peso dalle loro spalle.

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Qual è la soddisfazione più grande a fine giornata?

Senza dubbio il rapporto umano. La vera sfida non è solo vendere un immobile, ma riuscire a trovare la casa "su misura" per chi ho di fronte. Quando succede, capisco perché amo così tanto questo lavoro.

Matteo Santucci,
«L'Agente della Gente».

Agente immobiliare

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Matteo, oltre dieci anni sul campo con una marcia in più: passione e determinazione. Come riassumeresti il tuo approccio al mercato?

Vendere o comprare casa oggi non è affatto una passeggiata, ma il mio compito è esattamente questo: rendere semplice ciò che per molti sembra un labirinto. Mi definisco "L'Agente della Gente" perché metto sempre le persone e le loro esigenze concrete al centro di ogni operazione.

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Ti muovi con disinvoltura tra aste, fondi immobiliari e compravendite di enti. Sono settori tecnici e spesso spinosi, qual è il tuo valore aggiunto?

La capacità di risolvere situazioni complesse. Che si tratti di un Rent to Buy, di gestire rapporti con grandi fondi o di una classica compravendita tra privati, non mi fermo alla superficie. Scavo nei problemi finché non trovo la chiave giusta per risolverli.

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«L'Agente della Gente»: un soprannome che suona quasi come una missione. Cosa significa per te nella pratica quotidiana?

Significa essere un facilitatore. Molti arrivano da me scoraggiati da burocrazia o intoppi legali. Io prendo in carico queste criticità per far sì che il cliente debba preoccuparsi solo di immaginare la sua nuova vita in quella casa.

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Un'ultima battuta sulla tua filosofia di lavoro: qual è l'obiettivo che ti poni ogni mattina?

Rendere possibile ciò che appare impossibile. Non è solo uno slogan, è ciò che mi spinge a dare il massimo in ogni singola trattativa.

Valerio Ducros:
la vista vale più delle mura.

Agente immobiliare

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Valerio, nel settore dal 2002 e in Link dal 2013. Più di vent'anni di trattative. Qual è la filosofia che ti porti dietro fin dal primo giorno?

Ho sempre creduto che una compravendita riuscita sia quella in cui entrambe le parti escono soddisfatte. "Nessuno stravince, tutti vincono" non è solo un principio: è il modo in cui costruisco ogni negoziazione. Attenzione ai dettagli, rispetto delle diverse sensibilità, pratica tenuta entro i giusti parametri. È un equilibrio delicato, ma quando lo trovi, la soddisfazione è doppia.

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Prima dell'immobiliare hai lavorato in televisione, nella pubblicità, nel calcio. Quanto ha pesato quel percorso su quello che fai oggi?

Moltissimo. La comunicazione ti insegna a leggere le persone, a capire cosa vogliono davvero prima ancora che lo dicano. Nel marketing immobiliare questo fa la differenza: non si tratta solo di presentare un bene, ma di raccontarlo nel modo giusto al pubblico giusto. Ho portato con me quella cultura e oggi è uno dei miei punti di forza.

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Ti specializzi in immobili di pregio — terrazze panoramiche, giardini con piscina, location esclusive.

È il segmento dove l'emozione pesa quanto i metri quadri. Una terrazza con vista su Roma vale più della somma delle sue stanze: quella vista ha un valore che non sta nella planimetria catastale, ma nell'esperienza di chi ci vive. Detto questo, porto la stessa cura a ogni tipo di bene. Il cliente — grande o piccola che sia l'operazione — merita sempre il massimo.

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Nel settore si parla ancora di una tua recente vendita: villa con piscina, vista sui Fori Imperiali, e una struttura societaria complessa.

Il compratore voleva l'immobile, il venditore — per ragioni fiscali — doveva cedere le quote della società lussemburghese intestataria. Un classico impasse. Con il consulente fiscale abbiamo individuato una finestra temporale precisa: chiudendo entro quella data, l'imposizione si riduceva sensibilmente. Definito il differenziale fiscale, ho garantito il quasi totale recupero dell'onere tramite un rialzo del prezzo, accettato dall'acquirente pur di privilegiare l'asset deal.

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È noto che hai venduto una delle vedute panoramiche più belle di Roma: com'è andata?

Su segnalazione di un architetto, ho gestito la vendita di un attico nel cuore di Roma. Nonostante l'iniziale scetticismo del proprietario, ho puntato su una valutazione 'sfacciata' ma coerente con l'unicità della vista, davvero sorprendente. La strategia è stata premiata dall'arrivo dell'acquirente tramite un collega, con cui ho condiviso le competenze di parte acquirente in un'ottica di piena collaborazione professionale. L'operazione ha previsto anche la partecipazione dell'architetto al compenso d'agenzia, già formalizzata nel mandato. La condivisione moltiplica le occasioni, l'autarchia le limita.

Amparo Calamai:
il meglio non è in vetrina.

Agente immobiliare · Cofondatrice

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Amparo, sei cofondatrice di Link. Dai dieci iniziali ai quasi cinquanta agenti di oggi. Come si costruisce qualcosa del genere?

Ho fondato Link con una convinzione precisa: che un incarico si valorizza meglio quando viene condiviso con le persone giuste. Quando ricevo una proprietà, la prima cosa che faccio è capire chi, tra i colleghi interni o tra i professionisti con cui collaboro da anni al di fuori di Link, è nella posizione migliore per portarla all'acquirente giusto. Nel tempo ho costruito relazioni leali e continuative con molti colleghi esterni: una rete di fiducia che si è consolidata nel tempo e che mette il cliente al centro, sempre.

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Ti occupi prevalentemente di incarichi riservati, non pubblicizzati. Perché?

Perché alcuni clienti lo richiedono, e quella richiesta va rispettata. Chi vende una proprietà importante può avere ragioni legittime per non desiderare visibilità pubblica: questioni familiari, riservatezza professionale, semplicemente la preferenza per un processo discreto. Il mio compito è adattarmi alle esigenze di chi mi affida un incarico. Quando invece un immobile può e deve essere comunicato, il nostro marketing sa raggiungere una clientela mondiale, con l'eleganza e la misura che certi beni meritano.

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Una parte importante della tua clientela è internazionale. Come cambia il lavoro?

La conoscenza delle lingue aiuta, ma non è il punto principale. Ciò che conta davvero è capire aspettative diverse, tempi diversi, approcci diversi alla trattativa. Roma affascina il mondo, il mio compito è che chi arriva da lontano trovi qualcuno che la conosca davvero dall'interno.

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"Approccio sartoriale" — una parola che usi spesso.

Perché descrive esattamente quello che faccio. Non esistono due clienti uguali, due trattative uguali, due immobili uguali. Nel tempo ho costruito una rete di tecnici e professionisti di fiducia, per poter accompagnare ogni operazione non solo nella fase commerciale, ma fino in fondo, con la stessa serenità.

Lorenzo Majnoni:
l'accordo impossibile non esiste.

Agente immobiliare

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Lorenzo, prima il cinema e la televisione, poi l'imprenditoria, poi gli immobili. Come si tengono insieme mondi così diversi?

Si tengono benissimo. In tutti questi ambiti il punto centrale è leggere le persone — capire cosa vogliono, cosa non dicono, dove vogliono arrivare davvero. Al cinema impari a costruire fiducia in fretta; nell'imprenditoria a non perdere di vista i numeri mentre guardi il quadro. Nell'immobiliare servono entrambe le cose, ogni giorno.

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Parli di un "progressivo clima di fiducia" con i clienti. È una filosofia o un metodo?

È una pratica. Non si può fare bene questo lavoro se il cliente non si sente libero di raccontarti il progetto di vita che sta dietro a un progetto immobiliare. Quando quella fiducia si costruisce, la consulenza cambia natura: diventa più precisa, più efficace, più soddisfacente per tutti.

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Ci risulta che in qualche trattativa particolarmente ostica tu abbia trovato soluzioni, come dire... non convenzionali.

Diciamo che a volte il miglior accordo si raggiunge rivedendo l'intera equazione, non solo una delle variabili. Se il venditore non riesce a scendere abbastanza e il compratore non riesce a salire abbastanza, esiste una terza grandezza su cui si può ragionare. In certi casi le competenze d'agenzia possono contribuire a chiudere il gap. Non è un sacrificio: è un investimento sulla soddisfazione di tutti. E in genere ringraziano tutti — il venditore, il compratore, e anche noi.

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Come definiresti il tuo approccio in una parola?

Artigianale. Ogni trattativa è diversa, ogni persona è diversa. Non esistono formule standard né per trovare la casa giusta né per sbloccare un accordo difficile. Bisogna restare curiosi, pazienti — e creativi, appunto.

Virginie Bourquereau:
Roma, vista da Parigi.

Agente immobiliare

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Virginie, da avvocato del foro di Parigi ad agente immobiliare a Roma. Un salto doppio — di professione e di città. Come è successo?

Sono arrivata a Roma quasi quindici anni fa, e la città non mi ha più lasciata andare. La formazione giuridica non è andata perduta — anzi, si è rivelata un vantaggio inatteso: seguire una compravendita con un occhio legale cambia il livello di attenzione, per me e per i miei clienti.

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Sei uno dei pochi agenti francofoni regolarmente iscritti alla Camera di Commercio di Roma. Cosa significa nella pratica?

Significa che per un acquirente o un venditore francofono non è necessario affrontare il mercato romano in una lingua che non è la propria — né affidarsi a qualcuno che conosce bene il francese ma non conosce altrettanto bene Roma. Qui si parla la stessa lingua su entrambi i fronti.

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Dove si sente di più la tua formazione legale?

Nella fase che spaventa di più: la trattativa e i passaggi burocratici. Sapere cosa si firma, cosa si può negoziare, quali clausole proteggono davvero — non è un dettaglio. È la differenza tra un'operazione serena e una che si trascina per mesi.

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Come descriveresti Roma a un cliente francese che la considera per la prima volta?

Gli direi che Parigi è bella da guardare. Roma è bella da abitare.

Clemy De Pasquale:
trovare casa è un'esperienza.

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Clemy, un percorso nella pubblicità e una formazione che unisce comunicazione e design d'interni. Come queste esperienze hanno plasmato il tuo sguardo sul mercato immobiliare?

Sono due mondi che si parlano più di quanto sembri. La pubblicità ti insegna a guardare le cose in modo sintetico, a comunicarne l'essenza; il design d'interni ti porta a leggere gli spazi, a capirne le potenzialità. Quando entro in un appartamento, vedo contemporaneamente quello che è e quello che potrebbe diventare. È un vantaggio che cerco di mettere al servizio di ogni cliente.

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Parli di "buon gusto e sensibilità" come strumenti di lavoro. Non sono qualità scontate in questo settore.

No, non lo sono. Il buon gusto non è un vezzo estetico: è la capacità di capire se uno spazio risponde davvero alle aspettative di chi lo abiterà. La sensibilità è saper leggere ciò che il cliente non dice, le esitazioni, i silenzi. Spesso la casa giusta non è la più bella o la più grande — è quella che "sente" sua.

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Come accompagni i tuoi clienti durante la trattativa?

Con dedizione e misura. Ogni cliente ha il suo ritmo, le sue priorità, le sue preoccupazioni. Il mio ruolo è esserci in ogni fase — dalla prima visita al rogito — senza mai essere invadente. La discrezione per me non è distanza: è rispetto.

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Hai detto che trovare la proprietà giusta "non è soltanto una decisione: è un'esperienza". Cosa intendi?

Intendo che non si tratta solo di numeri, metri quadri e atti notarili. C'è una dimensione emotiva che non va sottovalutata: la casa è il posto dove costruisci la tua vita. Accompagnare qualcuno in quella scelta richiede attenzione, equilibrio e autentica competenza. Quando sento che il cliente ha trovato il suo posto, capisco perché faccio questo lavoro.

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Come definiresti il tuo ideale di relazione con un cliente?

Una relazione di fiducia che si costruisce passo dopo passo. Ascolto molto, parlo quando serve, propongo con criterio. Non cerco di convincere: cerco di capire. Quando trovo la sintonia giusta, il percorso diventa naturale — e il risultato quasi inevitabile.

Silvia Busiri Vici:
prima di tutto, le persone.

Agente immobiliare

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Silvia, Architettura alla Sapienza e poi il mercato immobiliare. Un passaggio naturale o una scelta?

La naturalezza di chi ha sempre guardato gli spazi come racconto di vita. L'architettura mi ha insegnato a leggere una casa prima ancora di abitarla, Roma ha fatto il resto: difficile lavorare ogni giorno in una delle città più belle del mondo e non innamorarsi di ciò che la abita.

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Cosa la affascina di più di questo lavoro?

Le persone. Ogni incarico è un privilegio: mi viene concesso uno sguardo sulle vite altrui, sulle storie che stanno dietro a ogni scelta. Capire le esigenze con discrezione è la parte più delicata, e la più preziosa.

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Chi le affida una casa sta cedendo qualcosa di personale. Come lo gestisce?

Con rispetto. Chi vende raramente sta mettendo sul mercato solo mattoni: c'è una storia, un'aspettativa, spesso un'emozione. Il mio compito è portare tutto questo nella trattativa con la stessa cura con cui lo ricevo. La riservatezza non è una promessa, è il punto di partenza.

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Come riconosce il momento in cui tutto si è allineato — per chi compra e per chi vende?

È un incontro, non un compromesso. Quando accade c'è qualcosa che va oltre la trattativa: crescita, conoscenza, una soddisfazione difficile da spiegare e facile da riconoscere. Per entrambi.